Consociazione Nazionale Associazioni Infermieri

Le nostre storie

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RACCONTA LE TUE ESPERIENZE LAVORATIVE PIU’ SIGNIFICATIVE

Un'iniziativa rivolta a tutti gli infermieri italiani

 

Indicazione per la redazione delle storie - pdf

A cura di Cecilia Sironi 

Ho chiesto alla Presidente e al Consiglio CNAI di avere uno spazio sul sito per raccogliere storie di infermieri impiegati  in tutti gli ambiti lavorativi possibili nel nostro Paese. Lo scopo è testimoniare con la nostra viva voce in che cosa consiste la nostra meravigliosa professione, ma anche descrivere in modo realistico i contesti e le situazioni nelle quali gli infermieri operano ogni giorno per assistere i cittadini, con le risorse a loro disposizione.

Perché un libro che racconti le storie di infermieri?

Secondo voi i cittadini sanno in che cosa consiste il nostro lavoro? sono consapevoli del nostro iter formativo, delle materie che studiamo, delle esperienze che dobbiamo acquisire per ottenere il titolo di studio di cui ci fregiamo? colgono la differenza tra un infermiere e un operatore socio-sanitario o altro personale addetto all’assistenza che lavora in ospedale o in altri servizi e strutture? Sanno che l’infermiere non lavora solo in ospedale e neppure solo al domicilio? sono al corrente che gli infermieri insegnano nei corsi in università e in altre istituzioni e agenzie formative, sono formati per fare ricerca, per gestire dipartimenti e servizi a tutti i livelli e che ora possiedono anche i titoli per farlo? Gli altri professionisti sanitari conoscono il nostro ruolo e responsabilità, i nostri ambiti di autonomia?

Mi fermo qui, ma non posso dimenticare di aggiungere altre domande rivolte più precisamente al nostro gruppo professionale.

Noi infermieri spieghiamo alle persone che assistiamo come e perché svolgiamo la miriade di attività che ogni giorno riempiono le nostre ore di lavoro? Forniamo motivazioni esaustive e chiare a chi assistiamo rispetto a ciò che attuiamo o alle informazioni che offriamo? Motiviamo il ritardo con il quale rispondiamo a volte a domande, chiamate e richieste dei nostri assistiti? Spendiamo del tempo per comunicare agli altri professionisti le nostre opinioni e suggerimenti relativi al nostro e loro lavoro di assistenza?

Il desiderio è realizzare una raccolta di storie per dare al lettore un'idea realistica di chi è e che cosa fa l’infermiere in Italia.

Non ci interessano le polemiche, né i racconti di un mondo visto attraverso lenti rosa, ma fatti ed esperienze vere.

Da anni ho questo desiderio ma la vera svolta, la spinta verso la concretizzazione dell’idea risale all' “inconto” del libro di Suzanne Gordon "Nursing against the odds". Suzanne è una giornalista che vive e lavora a Boston e che, per esperienze personali, si è accostata al mondo infermieristico e da allora si occupa di infermieri, della loro immagine, delle problematiche che affliggono la professione e l’assistenza sanitaria. Gira tutto il mondo partecipando a conferenze ed incontri ed insegna in diverse Faculty of Nursing Nord americane.

La lettura del testo citato è stata così significativa che da allora mi sono procurata altri suoi libri americani che svolgono tematiche simili e ho fatto di tutto per sentirla. L’ho finalmente conosciuta in Italia nel settembre 2008 perché era stata invitata dal Collegio IPASVI di Bolzano. Sono rimasta in contatto con Suzanne, che nel frattempo desidera coinvolgere infermieri italiani in un suo progetto editoriale. Fra le storie che raccoglieremo tramite il sito ne proporrò alcune a Suzanne Gordon per inserirle in un testo di racconti scritti da infermieri di tutto il mondo!

Come devono essere le storie?

Riporto alcuni stralci della presentazione della proposta editoriale che Suzanne Gordon: 

“Il libro vuole illustrare – attraverso i racconti in prima persona di infermieri – come la propria difesa, il prendersi dei rischi e l’azione (sia individuale che collettiva) possa proteggere i pazienti e rendere la professione infermieristica una carriera molto considerata dall’opinione pubblica. I racconti raccolti nel libro illustreranno come gli infermieri – con piccoli o grandi interventi – hanno lavorato per trasformare sia la loro professione che l’assistenza sanitaria. (…) Cerco racconti scritti in uno stile accessibile e familiare, lunghi dalle 350 alle 1800 parole. Dovrebbero descrivere incontri significativi con pazienti, famiglie, medici, amministratori, politici o giornalisti. I racconti non devono per forza essere a lieto fine in quanto le battaglie quotidiane non sono tutte così. (…) Il libro conterrà resoconti di piccole vittorie e miglioramenti – ottenuti a livello di singola unità operativa ospedaliera, casa di riposo o programma di assistenza infermieristica domiciliare. Contribuiranno infermieri che si occupano di ricerca, di formazione, che stanno cercando di influenzare sia l’assistenza infermieristica che la pratica medica. Cerco anche esempi di infermieri dirigenti che hanno tentato di proteggere gli standard assistenziali in un’epoca di taglio dei costi negli ospedali e di pressioni dai livelli superiori del management o che hanno portato innovazioni in qualche altro modo.

In breve, compariranno nel libro tutti i tipi di infermieri e le loro storie.  Le loro esperienze, i contesti istituzionali e le loro modalità di operare varieranno notevolmente. Tutti però hanno preso iniziativa in nome dei loro pazienti o della professione e – attraverso il potere del loro esempio – hanno incoraggiato altri infermieri a fare lo stesso”.

Alcune storie verranno inviate a Suzanne Gordon per il suo libro “internazionale”, ma spero che nasca un testo in italiano che finalmente faccia una “fotografia” realistica della nostra professione. Per qualsiasi domanda o dubbio, scrivetemi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prego tutti di specificare, inviando la storia, se preferite firmarla con un nome fittizio o lasciare il vostro nome e cognome. Non dimenticate l’indirizzo di posta elettronica.
 
Interventi di Susan Gordon nella sua visita in Italia - 26 agosto al 01 settembre 2009 - relazione - comunicato stampa

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